Nelle atmosfere sospese dei miei gialli, i personaggi non nascono mai dal nulla. Spesso camminano prima sulle mie tele, avvolti nei colori di un'epoca lontana. Sally, la cantante che accompagna il mio detective Richard Todd nel viaggio a Chicago, ha l'anima e il fascino magnetico delle donne degli anni '20 che amo dipingere. C'è un momento preciso, tra le pagine dei miei libri, in cui il misticismo, il mistero e le coincidenze della vita reale si scontrano. Richard è perseguitato da un numero, il 7. Un numero che sembra inseguire anche me in questi giorni di grandi novità...
Estratto da "Il caso Rebecca"
Sally gli mostrò la fotografia in cui si vedeva una piazza con un palazzo a due piani. «Guardi, il numero civico è un pochino cancellato ma si vede benissimo che finisce con il sette».
Richard si passò una mano sui capelli. «Pazzesco, questo
numero mi perseguita, anche se fino a ora mi ha sempre portato fortuna».
«In che senso?»
«Fin da bambino ho avuto una fissazione per questo numero.
Crescendo ho scoperto che è divino. Tutta l’Apocalisse di
Giovanni si basa su questo numero: sette chiese, sette candelabri, sette sigilli, sette trombe, sette coppe, sette stelle, sette spiriti».
Sally lo guardò con gli occhi sgranati.
«Su, si riprenda» ridacchiò Richard. «Non si faccia impressionare dall’Apocalisse».
«No, non mi sono spaventata» disse lei in imbarazzo, «è che non mi aspettavo dei riferimenti così precisi. Come fa a conoscerli?»
«Ah, lasci stare, da bambino mia madre mi ha fatto una testa
così con le letture evangeliche. Ma torniamo a noi».
La prossima intervista sul mio lavoro verrà pubblicata proprio il 9 luglio (il settimo mese) 😉 come dice Richard, il sette mi perseguita

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